Whistlejacket di George Stubbs: il ritratto di un cavallo da corsa

 

Whistlejacket è il ritratto del cavallo da corsa più bello che sia mai stato realizzato.

Il dipinto viene eseguito nel 1762 da uno dei migliori pittori inglesi del Settecento, George Stubbs.

La prima cosa che ci colpisce vedendo il dipinto sono le sue dimensioni quasi naturali.

Stubbs aveva sicuramente una marcia in più nella ritrattistica equina, questo perché aveva dedicato tutta la sua vita allo studio dell’anatomia. Aveva iniziato con l’anatomia umana che, fin da bambino, tanto lo affascinava; poi dopo un viaggio a Roma si era  ritirato in una fattoria dello Lincolnshire dove in tutta tranquillità poteva sezionare cavalli per studiare in ogni dettaglio la loro anatomia.

 

Stubbs era stato invitato dal secondo marchese di Rockingham a trascorrere qualche periodo nella sua dimora di campagna Wentworth House (oggi Wentworth Woodhouse) per ritrarre alcuni dei suoi cavalli, tra questi Whistlejacket.

Wentworth Woodhouse

 

Il dipinto ha carattere, non è un cavallo ideale, ma un cavallo specifico.

La tela, in perfette condizioni di conservazione, se la osserviamo da vicino notiamo la precisione e la cura con cui Stubbs esegue alcuni particolari come le vene ed il pelo.

Ciò che colpisce molto è l’assenza di sfondo nel dipinto. Il proprietario avrebbe voluto in sella al suo cavallo il ritratto di Re George III, ma probabilmente per motivi politici cambiò idea.

I successori di Rockingham pensarono che il dipinto senza sfondo non fosse finito. Probabilmente non era così per Stubbs.

L’assenza di sfondo e di bardature fanno risaltare ancora di più la fisicità, la bellezza e la possenza del cavallo.

Whistlejacket

Whistlejacket viene ritratto nella posa levade di alta scuola, ma secondo me, essendo un purosangue è più probabile che stesse per impennare (alzarsi in piedi). Stubbs racconta del carattere poco docile del cavallo tramite un episodio.

Whistlejacket, dettaglio zampe

Quando il dipinto era a buon punto di esecuzione, cioè così come lo vediamo oggi, Stubbs lo pose a terra per vederne l’effetto finale. Il ragazzo che in quel momento teneva il cavallo per il pittore non riuscì più a controllarlo e Whistlejacket iniziò a correre su e giù per la scuderia passando le lunghe file di box, come un matto. Sembrava spaventato dalla sua stessa immagine vista nel dipinto. Questa è un’altra possibilità per cui il dipinto sia rimasto così.

Io trovo che sia finito così, l’assenza di sfondo mette in risalto l’eleganza e la possenza di un animale così bello.

 

Non si sa perché il marchese di Rockingham abbia scelto di far ritrarre Whistlejacket, era stato un cavallo da corsa, ma non così eccezionale; ebbe notorietà in seguito ad una vittoria a York. Forse solo per mantenerne un ricordo. Whistlejacket può sicuramente essere ricordato per la sua genealogia, infatti suo nonno era Godolphin Arabian (Godolphin Barb) uno dei tre stalloni fondatori della razza dei purosangue.

Whistlejacket, dettaglio testa

 

La famiglia Rockingham ha conservato il dipinto fino al 1997 e poi lo ha venduto alla National Gallery di Londra per 11 milioni di sterline.

2 commenti
  1. cristiana
    cristiana dice:

    davvero meraviglioso, sembra una fotografia! sono stata alla National Gallery, ricordo altri ritratti, anche di famiglia, con la presenza di cavalli ma questo deve essermi sfuggito.
    comunque il realismo è impressionante.

    Rispondi
    • Wepostart
      Wepostart dice:

      Si è vero! Magari era in prestito da qualche parte. è impressionante quanto sia grande, io sono rimasta incantata parecchi minuti ad ammirarlo. 🙂

      Rispondi

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