“Reflections: Van Eyck and Pre-Raphaelites”. In mostra alla National Gallery

Il ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck è al centro della mostra Reflections: Van Eyck & Pre-Raphaelites alla National Gallery di Londra.

La mostra ci narra di come il dipinto di Van Eyck abbia influenzato la pittura dei Preraffaelliti nella metà dell’Ottocento in Inghilterra.

 

I Coniugi Arnolfini, Jan van Eyck

 

Prima di tutto, chi erano Preraffaelliti? E dove di formano?

Quello che in inglese è definito Pre-Rapahelite Brtotherhood è un movimento artistico, inizialmente segreto, sviluppatosi a Londra da sei giovani pittori. Questi artisti intraprendenti si oppongono alla pittura accademica vittoriana dell’Ottocento, ritenuta superficiale e materialistica, ispirandosi invece ai pittori italiani vissuti prima di Raffaello.

Il primo fondatore del movimento artistico è Dante Gabriel Rossetti, di origini italiane, con al seguito William Holman Hunt, J. E. Millais e Hans Mamling per citane alcuni.

Sono degli intellettuali ispirati dalla letteratura, hanno dei forti richiami con il medioevo, pongono particolare attenzione alla natura e hanno grande accuratezza nel rappresentare la realtà.

Nella rassegna sono infatti visibili delle opere ispirate al tema “The lady Shalott” di Tennyson.

I Preraffaelliti erano studenti della Royal Accademy di Londra, ed avevano avuto l’opportunità di vedere il dipinto di van Eyck quando nel 1843 era arrivato alla National Gallery.

Riprendono la minuziosa esecuzione dei particolari e di determinati oggetti; peculiarità fondamentale è la tecnica della pittura ad olio, creduta per anni un’invenzione di van Eyck.

 

 

La Mostra

Entrando nella prima sala, possiamo soffermarci sulle prime opere che ci cascano sotto il naso, ma l’occhio scivolerà alla nostra sinistra attratto dal quadro di Van Eyck, i Coniugi Arnolfini.

Posto su una parete al centro fra l’ingresso di due sale, è in una posizione ideale per poter fare tutti i confronti del caso con le opere dei preraffaelliti che lo circondano. Il dipinto lo conosciamo bene, ma come sempre vedere un’opera d’arte dal vivo è tutt’altra cosa. Attratti dal forte verde dell’abito di lei, i dettagli del cane, delle pantofole e delle arance meritano qualche minuto per essere ammirati in tutta tranquillità.

 

 

Il dipinto che personalmente mi ha colpito di più è quello della locandina della mostra. Sembrerà banale, ma è così. “Mariana” di Millais, è un’esplosione unica di luce e colori. Sono rimasta davvero colpita dalla realizzazione dei piccoli oggetti e dettagli che richiamano van Eyck, come le arance, i libri, il letto che qui è posto in ombra. C’è un forte contrasto tra l’ambientazione medievale, come le grandi vetrate, e l’abito di Mariana, sorretto da una piccola cinta, e tipicamente contemporaneo.

Mariana raffigurata in una silhouette molto forte, mentre “si stira la schiena”, sta per raccogliersi nella solitudine della sua preghiera dopo essere stata ripudiata dal suo promesso sposo perché aveva perso la sua dote.

 

Il Dolce far Niente, 1874-5 di W. H. Hunt

È il dipinto di maggiori dimensioni in tutta la rassegna. La donna in abito rinascimentale adagiata su una poltrona con sguardo completamente rilassato. Se facciamo attenzione all’immagine della donna riflessa nello specchio, non è su una poltrona ma seduta a terra.

Il Dolce far Niente, W.H. Hunt

 

 

The Girlhood of Mary Virgin, 1848 di Dante Gabriel Rossetti.

C’è una forte ricerca della truth of nature, ritrae ciò che realmente vede nella natura. Le modelle usate sono la madre e la sorella.

 

 

The Awaking conscience, 1853 di William Hunt

Anche in quest’opera è presente lo specchio ma di forma rettangolare.

La donna seduta sulle gambe del suo amato guarda fuori verso il giardino riflesso dallo specchio. Colpiscono i colori sgargianti ed intensi, ma anche la rappresentazione dei dettagli come il guanto a terra, il gatto sotto il tavolo che gioca con un uccellino. Questi dettagli amplificano la narrazione.

 

 

Lo specchio è grande protagonista nell’arte dei preraffaelliti, ripreso da van Eyck. Nella mostra sono esposti due specchi tondi convessi: il più piccolo posseduto da Rossetti, mentre il più grande usato da William Orpen.

 

Una mostra fatta da poche sale, ma con opere interessanti e curiosa da vivere o ri-vivere.

La rassegna si conclude in una piccola sala dove viene proiettato un filmato che racconta alcune opere della mostra, in particolare il successo che ha suscitato i Coniugi Arnolfini al suo arrivo alla National Gallery.

 

Londra, National Gallery fino al 2 Aprile 2018

Prenotando i biglietti on-line si beneficia di un piccolo sconto.

https://www.nationalgallery.org.uk/whats-on/exhibitions/reflections-van-eyck-and-the-pre-raphaelites?tab=1

 

 

 

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