Dentro Caravaggio: una mostra innovativa a Palazzo Reale

Dentro Caravaggio

Ancora pochi giorni per poter ammirare l’innovativa mostra Dentro Caravaggio presso Palazzo Reale a Milano.

Qualcuno avrà posto la domanda se c’era bisogno di un’altra mostra su Caravaggio. La risposta è sì! Una mostra così non era mai stata realizzata. Questa sembra una frase fatta, ma non lo è, ogni mostra è individuale ed è a sé.

Ben 20 opere autografe del pittore lombardo con alle spalle numerosi studi e ricerche, anche scientifiche, cominciate nel 2010 in occasione del quarto centenario della sua morte.

Per mio immenso piacere questa è la terza volta che vedo Caravaggio in mostra, qui i curatori e gli ideatori hanno trovato qualcosa di innovativo e curioso. Le indagini diagnostiche, vera novità della mostra, ci illustrano come dagli strati pittorici sono affiorate una serie di immagini nascoste, ripensamenti dell’artista sull’esecuzione del suo soggetto.

 

La mostra si apre con il dipinto “Giuditta taglia la testa a Oloferne”, sicuramente di grande impatto visivo ed emozionale, dove rimanere ammaliati davanti all’opera per qualche momento credo sia spontaneo a buona parte del pubblico, non per altro è considerato uno dei massimi capolavori di Michelangelo Merisi.

Dietro ad ogni pannello dove è allestito il dipinto, troviamo uno schermo illustrante le indagini pittoriche che sono state fatte, il tutto supportato da un’audio guida gratuita consegnata all’ingresso della mostra.

Altra peculiarità della mostra è la presenza di documenti ritrovati nell’archivio di Stato, che in qualche modo portano a rivedere la cronologia delle opere romane di Caravaggio.

Per ogni sala sono presenti al massimo due o tre opere, in modo da consentirne una maggiore fruizione. L’illuminazione e collocazione delle opere consentono una visibilità strabiliante.

Possiamo ammirare dipinti provenineti da tutt’Italia, tra cui la Galleria Doria Pamphilj, i Musei Capitolini, le Gallerie degli Uffizi, Palazzo Pitti, e dll’estero il Matropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery di Londra, il Detroit Institute of Arts.

 

L’agnello del San Giovanni della Galleria Corsini, è stato dipinto più volte ma poi eliminato, lasciano lo sguardo del S. Giovanni verso il vuoto.

 

Nel Riposo durante la fuga in Egitto, si sfata il mito che Caravaggio non disegnasse, infatti qui sono presenti tracce di carboncino. La Vergine inizialmente era stata posta al centro della composizione, ma un successivo ripensamento l’ha collocata sul lato destro.

 

Le radiografie e riflettografie eseguite nel Ragazzo morso dal Ramarro mostrano alcune modifiche come l’allargamento del volto del ragazzo.

 

Nel Sacrificio di Isacco emerge la tecnica dei profili a risparmio, dove i contorni delle figure non si sfiorano, ma lasciano emergere lo strato sottostante. La composizione è impostata mediante numerose incisioni e abbozzi a pennello.

 

Ahimè, non ho potuto ammirare l’ultima opera dell’esposizione, Il Martirio di Sant’Orsola, in quanto era già stata spostata alle Gallerie d’Italia e visibile nella mostra L’ultimo Caravaggio.

 

Leggi Biografia su Michelangelo Merisi, detto Caravaggio.

La mostra è stata curata da Rossella Vodret, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira.

Info sulla mostra: Palazzo Reale Milano. Dal 29 Settembre 2017 al 28 Gennaio 2018.

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