Henri de Toulouse-Lautrec: breve biografia

Vi racconto la breve biografia di un “piccolo” artista  che influenzò la storia dell’arte con le sue opere colorate e coinvolgenti, divenute famose in tutto il mondo.

 

Maurice Guibert fotografa Henri de Toulouse-Lautrec, 1893

 

“Sempre e dovunque anche il brutto ha i suoi aspetti affascinanti; è eccitante scoprirli là dove nessuno prima li ha notati”.

                                                            (Henri Toulouse-Lautrec)

 

 

Henri de Toulouse Lautrec era un uomo dalle sembianze grottesche e dalla salute cagionevole, ma con un carattere di grandissima vitalità.

Questo piccolo ometto, nasce nel 1864 ad Albi, nella Francia del sud da una famiglia nobile.

Con Lautrec riviviamo la Parigi bohémienne di fine Ottocento. Le luci, i colori dei teatri e dei caffè; i bordelli, l’assenzio e le ballerine di can can, che solo lui poteva riuscire a descrivere in un modo così accattivante e coinvolgente.

Al Moulin Rouge, 1890

 

Henri soffre di una malattia congenita delle ossa, scoperta a seguito di una caduta dove si ruppe una gamba. Questa malattia era data dal legame consanguineo della sua famiglia, infatti i suoi stessi genitori erano cugini di primo grado. Per questa ragione Toulouse Lautrec sviluppa un busto da uomo con delle gambe da fanciullo.

Afflitto da questa malformazione fisica si trova a disagio nell’ambiente in cui vive, anche nella sua stessa famiglia. Non può praticare le attività sociali e sportive che le persone intorno a lui esercitano, come la caccia e l’andare a cavallo poiché cammina col supporto di un bastone.

Che fare allora? Henri si dedica all’arte; fin da bambino era sempre stato portato per il disegno, infatti nel periodo che lo vede costretto a letto, ritrae i volti dei suoi stessi familiari e degli animali che circondavano la tenuta di famiglia, quali i cani e i cavalli.

The Jockey, 1899

 

I Cavalli li riprenderà anche negli ultimi anni della sua vita; amava raffigurarli sotto diversi aspetti: calesse, caccia ma i suoi preferiti restano i cavalli da corsa con in sella i loro fantini.

Alle Corse, 1899

 

Questa vita nobiliare gli sta sempre più stretta e nel 1882, con il supporto e la complicità della madre, si traferisce a Parigi. Chi non era contento era il padre, Alphonse de Toulouse Lautrec il quale aveva immaginato un futuro diverso per il suo unico figlio.

Inizia a vivere la sua nuova vita a Montmartre, una zona che all’epoca era poco più di un villaggio dove permeava una carica trasgressiva e dominava un connubio di artisti, gente del popolo e signori. Sono proprio queste le persone che lui ama ritrarre.

Proprio qui, in quei sobborghi parigini, Henri inizia a vivere incurante del suo aspetto fisico.

Frequenta l’atelier di Fernand Cormon, dove conosce il pittore olandese Vincent Van Gogh, che diventa suo grande amico oltre che compagno di studi.

È un assiduo frequentatore dei locali notturni come Le Moulin de la Galette, le Chat Noir, ma indubbiamente s’innamora del Moulin Rouge. Qui ritrae persone sedute ai tavolini e che affollavano i locali, cantanti e ballerine di can can. Tra queste ricordiamo la Goulue, la capostipite del can can, Jeanne Avril e Yvette Guilbert, queste ultime due sono state anche compagne di Henri per un periodo della sua vita.

Jane Avril

Divan Japonaise

 

Il ritratto è il protagonista della sua ricerca pittorica partendo dalla famme, dalla donna; poi sarà la volta degli amici pittori e scrittori.

Le figure di spicco nelle sue opere, vivono in maniera convincente, senza giudizi etici, si limita a raccontarli come aspetto di vita contemporanea. E’ proprio qui che possiamo notare l’influenza dei suoi amici pittori, gli impressionisti, nel come e quando “cogliere l’attimo”.

Indubbiamente il punto di arrivo della sua arte sono le affiches, i manifesti pubblicitari; Così colorati con delle linee e delle forme che dovevano colpire ed essere riconoscibili fin da lontano.

Era proprio questo lo scopo: attrarre le persone ad entrare nel locale che stavano pubblicizzando.

Il più celebre è quello realizzato nel 1891 per il Moulin Rouge.

Moulin Rouge, 1891

Notiamo l’importanza che dà alle xilografie giapponesi, conosciute grazie al suo amico Van Gogh.

Gli ultimi anni della sua vita, li trascorre proprio all’interno di una casa chiusa, dove le prostitute diventano le sole sue amiche. Le ritrae nelle dodici ore diurne come semplici donne nella loro quotidianità: quando si lavano, quando fanno colazione, ma mai come“ donne di piacere”.

Nudo

 

Lautrec muore molto giovane all’età di 37 anni, a causa dell’alcool, della vita sregolata che conduceva e dell’allora incurabile sifilide.

Ritratto Testa di Cavallo

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