Botero a Verona: una mostra per gli 85 anni dell’artista a Palazzo Forti

Botero festeggia i suoi 85 anni con la mostra di Palazzo Forti a Verona, dove sono esposte oltre 50 opere dell’artista colombiano.

 

Fernando Botero, pittore e scultore nato nel 1932 a Medellìn, è oggi uno degli artisti contemporanei viventi più quotati e conosciuti al mondo. Il suo stile, perché lui stesso ha creato un suo stile ben particolare e definito, può piacere o meno, ma sicuramente colpisce l’occhio dello spettatore.

Le forme dei suoi dipinti e delle sue sculture, anche definite “a tutto tondo” o “grasse”, hanno disegnato la sua fama di artista mondiale che lo accompagna tutt’oggi con i suoi cinquant’anni di carriera.

 

Rimandano ai grandi maestri dell’occidente una serie di ritratti che aveva  avuto modo di  vedere grazie  ad un viaggio in Europa. Qui si imbatte in Giotto, Mantegna e Goya. Solo in un secondo momento si appassiona all’espressionismo astratto messicano, a Velasquez e Rubens.

 

 

Insomma Botero cerca sempre ispirazioni qua e là in giro per il mondo.

Oltre alle forme, l’altro tratto che lo distingue sono i colori accesi che vogliono richiamare la sua terra. Proprio la terra d’origine è il punto di forza e che dà identità ad un artista, secondo Botero.

Il colore è molto importante per Botero. Riempire grandi campiture per esprimere al meglio ciò che disidera.

La rassegna di Verona è scandita da dieci sezioni tematiche, due in più rispetto alla mostra romana: quella della corrida, tema molto importante nella sua vita, e quella delle sante, donne molto particolari e borghesi.

Tra i temi trattati nella mostra ricordiamo: gli antichi maestri, le nature morte, gli scorci di vita latino americana, la politica, la Corrida, la religione e i nudi.

Ma perché queste forme e questi colori? In molti se lo saranno domandato. Forse ironizza un po’ certi aspetti della vita, ma vogliono anche portarci a dei ricordi fiabeschi dell’infanzia con un tocco di nostalgia.

Essendo il cavallo il punto focale di questo blog, il tema sul quale voglio soffermarmi è il mondo del circo visto con gli occhi di Botero.

Questa scelta ha rappresentato una deviazione nel percorso artistico di Botero, traendo ispirazioni da un piccolo e povero circo di provincia, incontrato per caso in inverno sulle coste messicane dell’Oceano Pacifico.

Sapeva che molti artisti prima di lui, come Degas, Picasso e Seurat, avevano affrontato questo tema, ma fino ad allora non si era posto la questione di doverlo fare. Si rese conto che con il circo poteva esprime tutta la potenza dei suoi colori e delle sue forme sentendosi libero.

La libertà del creare che ha Botero, contrasta con il senso di libertà che prova il cavallo raffigurato nel dipinto.

Per Botero “il circo esiste ovunque, non solamente in Messico dove l’ho visto. Non c’è altra attività umana che presenta all’artista il corpo umano in posizioni particolari come il circo: basta pensare ai contorsionisti, ai funamboli. E allo stesso tempo si ha anche una poesia, una filosofia di vita propria delle persone nomadi che vivono in carrozzoni e che hanno un circo come scenario permanente nelle loro vite”.

 

Oltre ai cavalli, tra i ritratti di grande bellezza Botero ci regala un Pierrot, un Arlecchino, una cavallerizza e i clown con i loro trampoli.

 

Le opere saranno esposte fino al 22 Aprile 2018 ad AMO Palazzo Forti, Verona.

 

 

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