Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini

Nei primi anni del Seicento la scena romana pullula di artisti famelici di realizzare le loro opere e attratti dal mecenatismo papale.

Siamo nella Roma di papa Urbano VIII Barberini, egli si presenta come un nuovo pontefice che vuole dar vita ad una nuova immagine della Chiesa tramite le opere di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680).

Il Bernini, fin da giovane collabora col padre -anch’esso scultore- nei lavori per la Galleria Borghese (1615) e nella decorazione della Cappella Barberini in Sant’Andrea della Valle (1616).

Le sue opere hanno una grande verità illusionistica ed una tensione espressiva nell’intento di rappresentare il movimento nei suoi soggetti. Le sculture presentano un dinamismo senza precedenti che coinvolge l’osservatore in un processo di irresistibile attrazione fisica ed emotiva.

 

Apollo e Dafne appartiene alla serie di marmi commissionatigli  dal Cardinale Scipione Borghese, realizzata tra il 1622 e il 1625.  Il soggetto, mai trattato in scultura prima di allora, è ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, dove si narra come una bella ninfa per sfuggire all’amore  frustrato di Apollo, chieda al padre, Penèo dio fluviale, di trasformarla in pianta di alloro ( Dafne in greco).

Bernini rappresenta il momento in cui la ninfa cerca di sfuggire al suo pretendente , urlando mentre il suo corpo ha iniziato a ricoprirsi di foglie e la pelle a trasformarsi in corteccia. Nell’opera risalta la grande capacità tecnica dello scultore nel realizzare questi passaggi fra la morbidezza del corpo della fanciulla e la rigidità dell’albero. La corsa di Apollo innamorato per raggiungere la ninfa che fugge, è catturata come in un’istantanea, e con eleganza e leggerezza di movimento allo stesso tempo.

Il gruppo, scolpito in un unico blocco marmoreo, composto da straordinaria mobilità era pensato per una collocazione lungo una parete, ma in realtà si adatta ad una visuale da più punti di vista. Vedendola dal vivo vien proprio voglio di continuare a girarci in torno.

Osservate i particolari delle mani della ninfa (che come detto stanno per trasformarsi in foglie),  i suoi capelli, e i piedi dei due protagonisti, eseguiti con estrema maestria nell’utilizzo del trapano e nel saper plasmare il marmo.

Apollo e Dafne, Galleria Borghese, Roma

 

Oltre all’Apollo e Dafne, come opere giovanili del Bernini realizzate per il Cardinale Scipione Borghese, ricordiamo l’Enea e Anchise, il Ratto di Proserpina, e il David.

Definito un genio precoce, darà un nuovo volto alla Roma del Seicento non solo con le sue sculture ma anche con grandiose opere architettoniche come Palazzo Barberini, Sant’Andrea al Quirinale e il progetto di Piazza San Pietro.

 

Per vedere dal visto questa e altre splendide opere del Bernini (e non solo) vi consiglio una visita a Galleria Borghese a Roma.

Vi lascio qui il link dove poter organizzare la vostra visita. http://galleria borhese roma   E mi raccomando fatemi sapere cosa ne pensate!

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