10 Dipinti che simboleggiano la Pasqua

Buona Pasqua 2018!

Spero che possiate trascorrere piacevolmente questi giorni di festa e questa giornata in modo particolare. Magari dopo un buon pranzo si possono fare due passi all’aperto (tempo permettendo) oppure rifugiarsi in qualche museo.

Vi propongo una carrellata di 10 dipinti che ricordano questa festa cristiana, e spero che presto possiate vederli dal vivo. Magari oggi!

 

1. L’ultima Cena di Tintoretto

Tintoretto, Ultima cena, 1594, Venezia, Basilica di San Giorgio Maggiore

Sicuramente meno nota dell’Ultima Cena di Leonardo, è senz’altro un’opera di grande impatto con una serie di elementi che la contraddistinguono.

La tela di Jacopo Robusti -detto Tintoretto– viene dipinta nell’anno della sua morte, 1594, ed è considerata il testamento pittorico del maestro. Il dipinto è impostato sulla diagonale della tavolata, con in primo piano animali domestici e servi, il tutto in un ambiente puramente rustico. Gli unici due punti luce della tavola sono la figura di Cristo, centrale, e la lampada in alto a sinistra. La tela è stata dipinta con “La caduta della manna” conservata nella stessa chiesa.

 

2. La Flagellazione di Caravaggio

Caravaggio, Flagellaione, 1607, Napoli, Museo di Capodimonte

Opera di impressionanti dimensioni, dove si può cogliere tutta la drammaticità della scena -come ben sappiamo Caravaggio ne è grande maestro- data dalla luce e dalla corporatura delle figure. Il corpo di Cristo, in una posizione di torsione, è il punto più luminoso della scena e messo in contrasto con i suoi aguzzini, nella parte buia della tela. Caravaggio esegue l’ora durante il suo soggiorno a Napoli nel 1607.

 

3. La Crocifissione di Annibale Carracci

Annibale Carracci, Crocifissione con i Santi, 1583, Bologna, Chiesa di Santa Maria della Carità

È la prima importante opera pubblica di Annibale Carracci, eseguita con colori accesi e vivaci, distribuiti con semplicità ed efficacia.

A sinistra abbiamo la Vergine con i santi Bernardino e Francesco, a destra San Petronio, patrono di Bologna e San Giovanni Battista in secondo piano.

In primo piano al centro gli elementi – libro di preghiere, croce e il teschio rovesciato- formano una natura morta che sottolinea i contenuti devozionali della pala.

 

4. Trinità di Masaccio

Masaccio, Trinità, 1425-27, Firenze, Basilica di Santa Maria Novella

Ciò che colpisce maggiormente dell’opera di Masaccio, è sicuramente l’architettura su modello di quella brunelleschiana. Il Cristo in croce è posto all’interno del vano con volta a botte che rende un forte illusionismo architettonico, come fosse reale. I due committenti sono raffigurati nella parte esterna del vano architettonico.

 

5. La Crocifissione di Mantegna

Andrea Mantegna, Crocifissione, 1457-59, Parigi, Musée du Louvre

Opera conservata al Louvre di Parigi, vine dipinta da Andrea Mantegna tra il 1457 e il 1459. Era il pannello centrale della predella della Pala di San Zeno, insieme alla Resurrezione e l’Orazione nell’Orto oggi al Musée des Beaux-Arts di Tours.

Possiamo dividere la tavola in due parti: quella superiore dominata dal cielo, dalle croci e dal silenzio, quella inferiore fitta di personaggi e allo stesso tempo di dolore e solitudine.

 

6. La Deposizione di Caravaggio

Caravaggio, Deposizione, 1602-03, Pinacoteca Vaticana

È sicuramente fra le commissioni di maggior prestigio nel periodo romano di Caravaggio, originariamente ubicata su un altare in Santa Maria in Vallicella. La disposizione dei personaggi investiti da un violento raggio di luce, delinea uno schema a ventaglio, partendo da Maria di Cleofa a braccia levate, declinando verso la Maddalena piangente, nella Madonna solcata di rughe, segue Nicodemo col gomito sporgente verso lo spettatore, nel San Giovanni, sino a giungere nelle figura di Cristo morto.

Oggi l’opera è conservata presso la Pinacoteca Vaticana.

 

 

7. La Pietà di Sebastiano del Piombo

Sebastiano del Piombo (su disegno di Michelangelo), Pietà, 1516-17, Viterbo, Museo Civico

Sebastiano Luciani nel 1531 ottiene l’ufficio della piombatura pontificia e perciò viene nominato Del Piombo. La pietà viene dipinta intorno al 1516-17, dove Sebastiano unisce un disegno michelangiolesco ad un tonalismo veneto, proveniente dalla sua formazione giorgionesca.

 

8. Compianto su Cristo morto di Giotto

Giotto, Compianto su Cristo morto, 1306, Padova, Cappella degli Scrovegni

L’affresco fa parte di un ciclo pittorico molto complesso nella Cappella degli Scrovegni di Padova che Giotto esegue tra il 1503 e il 1505. La cappella custodisce le tombe di Enrico Scrovegni, membro di un’importate famiglia padovana di mercanti e della moglie.

Individuiamo il culmine sentimentale della scena nella parte in basso a sinistra dove si incontrano i volti della Madonna e del Cristo. Tutto intorno il dolore sembra composto, come se avesse tratto ispirazione dalla scultura antica.

 

9. Pietà di Bellini

Giovanni Bellini, Pietà, 1465-70, Milano, Pinacoteca di Brera

Giovanni Bellini imbevuto di arte dalla sua stessa famiglia e cognato di Andrea Mantegna esprime poco a poco uno stile che si distacca sempre di più da quello del pittore padovano.

Molto forte è l’espressività patetica del corpo di Cristo: notiamo la carica emotiva data dalla mano abbandonata sul sarcofago. Bellini propone un perfetto equilibrio tra forma ed espressione, molto diverso da quello che farà il cognato Mantegna nel suo Cristo Morto.

 

10. Politico Averoldi di Tiziano

Tiziano, Polittico Averoldi, 1520-22, Brescia, Chiesa dei Santi Lazaro e Celso

Il dipinto viene commissionato a Tiziano dal nunzio apostolico Altobello Averoldi, ed eseguito nel 1520 per la Chiesa dei santi Nazaro e Celso.  La pala d’altare sostituisce un’opera del Foppa, forse ritenuta troppo “moderna” per una chiesa che voleva mantenere salde le radici della classicità. Tiziano ottiene un grande effetto di unità cromatica ed emotiva. Il dipinto sarà assiduamente studiato dai pittori locali come Moretto, Romanino e Savoldo.

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